L’acqua & postura, quali possibili legami?

E se il tuo mal di schiena dipendesse da una scarsa idratazione?

Scopri quali sono le ulteriori conseguenze che e’ costretto a sopportare un corpo poco idratato.

Il nostro corpo, cosi come la Terra è costituita dal 70% di acqua.
Idratarci nel modo corretto ci consente di mantenere invariata questa percentuale e di far funzionare al meglio il nostro organismo.
Una percentuale inferiore infatti crea disidratazione, con aumento di ritenzione idrica e gonfiore, problemi intestinali, irritabilità, stanchezza mentale e fisica, problemi con l’apparato digerente e con il sistema cardio vascolare, secchezza della pelle, affaticamento del fegato e spossatezza, dolori muscolari e articolari.

Sono molte le conseguenze in caso di disidratazione:
stanchezza cronica
depressione
cefalea
diabete
colesterolo
problemi alla vista
evacuazione difficoltosa
dolori muscolo articolari
e molti altri.

Detto questo, sai già quale è la quantità di acqua da assumere quotidianamente?
Solitamente ci viene detto di assumere 2 litri di acqua al giorno: si tratta di un parametro davvero impreciso, poiché ognuno di noi ha il suo quantitativo corretto, da calcolarsi in base al peso corporeo.

Inoltre l’acqua deve possedere tutta una serie di caratteristiche, per potere svolgere le sue funzioni, cioè quella di penetrare all’interno della cellula fornendogli le sostanze nutritive e di trasportare successivamente le scorie al di fuori della cellula stessa.

L’acqua quindi deve rispettare 7 precisi parametri, affinchè diventi un meraviglioso alleato per la nostra salute.

L’ IMPORTANZA di UNA CORRETTA IDRATAZIONE

Se non si assume la corretta quantità di acqua, il nostro sangue diventa denso e viscoso appesantendo il lavoro del sistema renale e del sistema cardiovascolare. Questo porta mancanza di ossigeno al nostro corpo poiché l’acqua svolge un ruolo di trasporto dell’ossigeno e delle sostanze nutritive ad ogni singola cellula, e permette di portare fuori le scorie dalle cellule e dal nostro organismo.

Considerando che l’80% delle tossine sono idrosolubili (cioè si sciolgono in acqua) e vengono espulse attraverso il sistema renale, è facile comprendere che se non beviamo a sufficienza, queste tossine si depositano nel corpo sotto forma di acido urico.

L’acido urico si forma per via dei processi metabolici ed è facilmente diluibile in acqua. Tuttavia se manca la corretta idratazione, questo acido non viene diluito ed espulso, e si concentra sempre di più formando i cristalli di acido urico che vanno a depositarsi nei reni e nelle ossa.

L’accumulo di questi cristalli di acido urico nelle ossa, porta a rumori articolari e dolori. In generale quando siamo disidratati si accumula un gran numero di tossine in varie parti del corpo e questo provoca acidità. Anche il sangue stesso, essendo viscoso, si acidifica. Attraverso i capillari, il sangue, arriva al tessuto connettivo di ogni parte del corpo portando acidità, e di conseguenza infiammazione. Spesso i dolori muscolari e articolari sono dovuti a questo.

La disidratazione ha ripercussioni anche sulla struttura articolare della colonna vertebrale. Una corretta prevenzione e il mantenimento della funzionalità della colonna sono importanti, perché il suo principale nutrimento è quello idrico. Il funzionamento dei dischi intervertebrali è determinato da un meccanismo di idroammortizzamento: l’ernia del disco può essere causata infatti, da una disidratazione generalizzata dell’organismo.

La quantità di acqua necessaria al nostro organismo è da considerarsi in 30/40ml per kg di peso corporeo. Per esempio se una persona pesa 60kg, dovrà assumere 2,4 litri di acqua al giorno.

Bere non significa introdurre bevande gassate, alcolici, tè, caffè o tisane ma significa introdurre acqua con delle caratteristiche ben precise, affinché sia riconoscibile dal nostro corpo.
Oltre a bere la corretta quantità di acqua, per essere utile all’organismo e per svolgere bene le proprie funzioni, è necessario che l’acqua possieda determinate caratteristiche.

L’acqua deve avere infatti le stesse caratteristiche del liquido extracellulare:
deve essere leggermente alcalina;
deve avere un potenziale ossido riduttivo negativo;
deve avere una tensione superficiale bassa per poter superare la membrana cellulare;
deve avere un basso residuo fisso;
deve essere strutturata.

[Dr.ssa Anna Guidi]

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